Quando la passione prende il sopravvento

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Introspettivo, sensibile, minuzioso. Un uomo che ha preso i momenti più difficili della sua vita e li ha plasmati come creta nelle sue mani, usandoli per rafforzare la sua anima artistica e il suo spirito indomito. Ha permesso alla passione di prendere il sopravvento, trasformando le sue emozioni in materia tattile. Questo è Gualtiero Salbego, in arte Gualti.

 

Gualti, fotografia di Gino di Paolo

 

La vita di un artista e la sua arte, sono un’unica cosa. Le creazioni di un artista sono espressioni esteriori dei suoi sentimenti, delle sue emozioni, delle sue esperienze vissute.  E la vita di Gualti ne è testimone.

Ho sempre avuto delle spiccate attitudini nel campo artistico già in giovanissima età. Sentivo la necessità di esprimere questo fermento creativo che veniva da dentro e quindi ero sempre spasmodicamente alla ricerca di strumenti che mi permettessero di comunicare le mie emozioni.  Avevo bisogno di stare tranquillo per poter viaggiare con il mio immaginario  e nella maggior parte del tempo ricreativo me ne stavo seduto per terra a cercare tra i sassi e la terra “i miei tesori”: alcune pagliuzze luminose o frammenti di cose banali, perse per caso dalle persone adulte, coglievano sempre la mia attenzione e scoprirle mi faceva sentire felice.

Nei gioielli di Gualti ritroviamo la natura come lui l’ha sempre percepita e vissuta. Durante i suoi anni di formazione, ha lavorato per undici anni in uno studio come apprendista ceramista. Contemporaneamente però, nel suo piccolo laboratorio costruito nel garage di casa, ha realizzato le sue prime e varie collezioni: opere con applicazioni di ciottoli trovati nei torrenti, monili realizzati tramite la trasformazione di oggetti di uso comune  (come le posate), collier ottenuti con la fossilizzazione di elementi vegetali.

Crescendo, mi emozionavo quando facevo delle escursioni nelle zone adiacenti a casa,  guardando e ascoltando lo scorrere dell’acqua in piccoli rigagnoli, nei suoi molteplici giochi di riflessi caleidoscopici: osservavo le fluttuanti danze delle sinuose e argentee alghe acquatiche, immerse in quella incredibile superficie cristallina, e il loro armonioso movimento incantava il mio sguardo.

Le creazioni si rivelano dunque essere autoritratti dell’artista, che nel rappresentare la forza degli elementi naturali, rappresenta la sua stessa forza, quella con cui si è aggrappato ad ogni cosa, combattendo le battaglie della sua vita, che lo hanno reso ogni giorno più forte, fino a germogliare, mostrando al mondo le sue opere. 

Per me era, ed è tutt’ora , assolutamente prezioso tutto ciò che si cela sotto terra. Ciò che non è visibile, che si nasconde. Tutto ciò che con un processo lungo e minuzioso si nutre e cresce, cercando un mezzo per sopravvivere anche nelle circostanze più ostili. Attorcigliandosi alle pietre o  aggrappandosi ad ogni cosa che gli permetta di essere ogni giorno più grande e forte, spuntando infine in superficie per mostrare al mondo il lavoro compiuto per trasformarsi in germoglio… visibile.

Le forme e i colori di Gualti sono unici. Ricordano il mondo naturale in milioni di modi differenti… le radici nascoste delle piante, le alghe dei torrenti, gli anemoni del mare… tutte però hanno in comune una cosa: la leggerezza. Gualti sviluppa le sue creazioni secondo l’estro del momento, eppure possiamo notare con piacere che in ogni creazione si ritrova un’avvolgente linea curva.

Uno dei miei “giochi” preferiti da bambino era sradicare le erbacce di differente specie botanica (per gioia dei miei genitori non erano i fiori del giardino…) per scoprire con grande curiosità le radici con le loro magnifiche forme aggrovigliate e filiformi… così incredibilmente interessanti nella loro complessità da essere per me considerate delle vere e proprie sculture.

Tagliavo di netto la parte superiore delle piante divelte per tenere soltanto le mie adorate radici… le pulivo bene dalla terra, fino a liberarle e renderle completamente visibili ai miei occhi… che splendore! Le collezionavo come dei cimeli rari e preziosi! Le stendevo in un telo bianco per terra e poi nei miei “viaggi immaginari” pensavo di essere un gallerista che esponeva le sue opere d’arte sconosciute da tutti e, come in una grande mostra contemporanea, le presentavo ai numerosi clienti che venivano ad ammirarle, raccontando ed esaltando ogni dettaglio visivo. 

Sono assolutamente convinto che la mia creatività odierna derivi da tutto questo mio bagaglio emozionale interiore, il “cercare” e “guardare oltre” : una sorta di filigrana esoterica che oggi si esprime e si materializza con le sedimentazioni del passato e le contaminazioni culturali del presente.

 Eppure ciò che sorprende chiunque abbia il piacere di indossare una creazione di Gualti, vistosa nelle sue forme e dimensioni, è la leggerezza e la facile vestibilità del pezzo. In apparenza si percepisce fragile o delicata, ma in realtà si rivela fruibile e accomodante.

Le ferramenta sono state utili per cominciare a sperimentare i primi materiali più duttili invertendone il loro normale utilizzo : il neoprene ad esempio utilizzato di solito come isolante, svariati tipi di plastiche, gomme, pvc, siliconi, ecc., fino ad approdare all’attuale materiale basico che ancora utilizzo: una duttile resina sintetica di etilene vinile acetato che fondo in varie forme. 

Ma non si è fermato qui. Gualti è un instancabile curioso alla continua ricerca di nuovi mezzi per esprimersi e per rappresentare le forme che sono nella sua mente. Nascono così anche i suoi abiti o gli elementi che li completano: sculture tridimensionali che avvolgono una donna, facendola sentire parte di qualcosa di meraviglioso e rendendola consapevole della sua femminilità. Ogni gioiello, ogni abito, ogni creazione di Gualti, è una colorata e multiforme manifestazione di vita.

I cuori dei gioielli sono di vetro e pulsano di luce come pupille d’acqua.

Le spille si appoggiano sulle spalle come fiori appena dischiusi.

I pendenti sfiorano i décolleté come gocce d’acqua dai bagliori crepitanti.

Il corpo intero si lascia catturare, vestire e trasformare da queste organiche sculture-gioiello che io amo chiamare “estensioni di vita”.

Indefinibili architetture senza tempo in un gioco di luci, ombre, colori, volumi, asimmetrie e movimenti…

 Ognuno di noi ha un sogno nel cassetto. Qual è quello di Gualti?

Sono felice giorno per giorno di rappresentare  queste mie  opere in una città unica al mondo  come Venezia, un luogo magico dove tutto è possibile… ed io che sono un sognatore amo continuare a pensare che questa è la cosa più bella che mi sia capitata.

Ho ancora tante idee e concetti creativi da esprimere e molti sogni sono ancora nel cassetto  pronti per essere materializzati con nuove alchimie e innovative sperimentazioni  materiche.

Tutto questo  fermento è la mia linfa vitale. L’invisibile che è dentro di me può diventare visibile.

 

 

 

 

Per altre informazioni sulla vita e le creazioni di questo designer potete andare sul suo web site o la sua pagina facebook.

Per le fotografie, si ringrazia la disponibilità di Giorgio Ricci e Gino di Paolo.

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About the author

Thereza Pedrosa

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Founder and Director of Beautiful People Live Art || Thereza Pedrosa was born in Rio de Janeiro (Brasil) in 1985, and grew up in Bassano del Grappa (Italy) and in Lausanne (Switzerland). In love with Europe, she operates borderless from her new location near Leipzig (Germany). Graduated in Conservation of Cultural Goods at the Ca’ Foscari University in Venice, and a jewelry designer herself, she promotes contemporary artists and designers worldwide. Her engagement is manyfold: selecting the most promising trends, promoting contamination between the arts, by editing online and offline publications.